Cesare Terranova

Cesare Terranova fu uomo di alto sentire e di grande cultura: amava profondamente la sua Sicilia e viveva con angoscia la fase di trapasso che l'isola attraversava, dall'economia del feudo e rurale all'economia industriale e collegata con le grandi correnti di traffico europeo e mediterraneo. Ma egli era anche animato, oltre che da un virile coraggio, anche da infinita speranza, che scaturiva dalla sua profonda bontà d'animo: speranza nel futuro dell'Italia e della Sicilia migliori, per le quali il sacrificio della sua vita, fervida, integra ed operosa non è stato vano. Ancora una volta così la violenza omicida della delinquenza organizzata ha colpito uno degli uomini migliori, uno dei figli più degni della terra di Sicilia.

Sandro Pertini

Non esistono parole migliori di quelle del compianto ex Presidente della Repubblica per ricordare Cesare Terranova , un uomo che decise di dedicare la propria vita alla lotta alla mafia, seguendo, come lui stesso ha ammesso in una lettera alla moglie Giovanna, quei principi che i genitori fin da piccolo gli avevano inculcato.

Terranova era nato a Palermo il 15 Agosto 1921, ed aveva imparato a conoscere la sua terra come pochi, dopo di lui, hanno saputo fare; Era stato il primo, verso la metà degli anni ‘60, ad intuire la pericolosità del nascente clan dei Corleonesi, tanto da portarne alla sbarra circa un centinaio nel primo vero processo alla mafia tenutosi a Bari, nel 1969. Ma nonostante la passione e la lungimiranza del magistrato i tempi non erano ancora maturi, e gli imputati furono quasi tutti assolti. Non dobbiamo dimenticarci di collocare i fatti in relazione al periodo: in quegli anni non esistevano le intercettazioni, mancavano i pentiti, e soprattutto era ancora scarsa la percezione dell’esistenza di un organizzazione in grado di porsi in netta contrapposizione con il potere dello Stato… Terranova, invece, aveva già inteso il pericolosissimo potenziale che la mafia stava sviluppando, ma i pochi mezzi che aveva a disposizione non potevano bastargli per avere la meglio sullo scetticismo generale;

Non mancavano certo la costanza e la perseveranza a questo coraggioso giudice, che ottenne nel 1974 un importantissimo successo, riuscendo a processare ed a far condannare all’ergastolo la “primula rossa” di Corleone: Luciano Liggio (che già era sfuggito alla prigione proprio nel processo di Bari). La sua fu la prima grande vittoria dello Stato contro la mafia!

Decise così di portare il suo bagaglio di esperienza a Roma, dove venne eletto Deputato nelle file del PCI per due legislature. Lavorò fianco a fianco con Pio La Torre e fece parte della Commissione Parlamentare Antimafia, ma sentiva di trovarsi troppo lontano dalla sua Sicilia per dare un contributo efficace alla battaglia contro la mafia.

Decise così nel 79, al termine della sua seconda legislatura, di ritornare a Palermo, come capo dell’ufficio Istruzione. La sua presenza in città venne immediatamente percepita come un pericolo dai boss, i quali, con il triplice scopo di eliminare un pericolosissimo rivale, di dare un segnale forte a tutti coloro che intendevano contrapporsi a Cosanostra, e di vendicare la condanna di “Lucianeddu”, concordarono di muoversi nel modo che veniva loro più congeniale: il ricorso alle armi.

Terranova fu ucciso il 25 Settembre 1979; era alla guida di una Fiat 131, al suo fianco il fidato agente di scorta Lenin Mancuso, da vent’anni il suo angelo custode. Un commando armato bloccò l’auto e fece fuoco contro il giudice ed il Maresciallo dei Carabinieri, per i due non ci fu nemmeno il tempo di reagire… Terranova fu freddato sul posto con un colpo di pistola alla nuca, mentre Mancuso spirò all’ospedale dopo qualche ora di agonia.

Per entrambi gli omicidi siamo tutt’oggi in attesa che venga fatta giustizia…

6 commenti:

  1. cesare terranova è stato un vero eroe altro ke spider man o super man lui è esistito veramente e ha fatto qualkosa di utile la mafia fa schifo w la sicilia!!!

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  2. ce ne vorrebbero di più uomini come lui e come anche Falcone e Borsellino anche loro morti per colpa della mafia....Ormai persone così coraggiose e che darebbero la loro vita per eliminare la mafia c'è ne sono pochissime e anche la politica viene ormai suggestionata!! Spero solo che un giorno questa minaccia possa finire e che finalmente la gente possa tornare a sorridere vivamente e a ringraziare ogni giorno senza paura questi uomini morti per noi! <3 <3

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  3. Cesare Terranova è stato un grandissimo uomo e magistrato.
    Vorrei riportare una sua frase che mi ha molto colpito e che è di grande insegnamento: "La mafia essenzialmente è un fenomeno delinquenziale ma è pure, come ho avuto occasione di sostenere, un fenomeno sociale. Per combatterla e reprimerla occorre esercitare un’azione in profondità, un’azione di risanamento di tutti i settori della vita pubblica, una azione che sia formativa di una diffusa e profonda coscienza antimafiosa (…) Però sin da adesso chi ne ha la possibilità, anche per una minima parte, ha il dovere di svolgere in pieno il suo ruolo, senza lasciarsi scoraggiare dagli insuccessi, dalle delusioni o dai rischi".
    Esiste anche un sito del centro a Lui dedicato che riporta numerose nutozie sulla Sua vita e sul Suo lavoro: www.centrocesareterranova.it

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    1. In questa occasione rendo onore al ricordo di tutti i
      veri eroi vedi la colonna GLI EROI

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  4. La tua affermazione è verissima, e corrisponde a quanto
    ci hanno insegnato magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino,
    "i cittadini stanno dalla nostra parte", frase questa di
    Giovanni Falcone, "non deve essere solo un contrasto sul piano della attività giudiziaria, ma deve partecipare un movimento culturale della società civile" "no al compromesso morale, all'indifferenza, alla contiguità che portano alla complicità",
    frasi queste due di Paolo Borsellino,
    che ci ha anche insegnato il senso del dovere e il concetto di
    dovere morale.

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  5. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno scritto queste belle parole su mio zio, al quale ero legatissima (mia madre era sorella di sua moglie, e loro non avendo figli mi coccolavano come un figlioccia abitando, per 10 anni, il piano sotto al loro), ma volevo rettificare che nacque a Petralia Soprana, paese al quale era molto attaccato.

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