Il delirio di Daniela Santanchè e la verità sulle intercettazioni




Tralasciando i facili commenti che possono scaturire nei riguardi di questa donna, della quale tutti noi conosciamo il curriculum, e di questo programma televisivo indegno, vorrei fare,invece, una breve riflessione sul contenuto della dichiarazione del nostro Sottosegretario al Dipartimento per l'attuazione del programma di Governo (sarebbe interessante capire anche il perchè una donna che alle elezioni si era candidata contro Berlusconi sia ora finita a far parte non solo della maggioranza,ma addirittura del governo...).
Innanzi tutto una mia opinione personale riguardo alla questione mafiosi: l'Onorevole sostiene che ascoltare un boss mentre parla con la fidanzata o la madre sia un abuso da parte delle procure in quanto viola il diritto alla privacy. Io invece credo che i mafiosi NON DEBBANO ASSOLUTAMENTE godere di questo diritto, per vari motivi:
a) fanno parte di un'organizzazione contrapposta allo stato, di cui non riconoscono le leggi;
b) le intercettazioni non servono solo per prevenire un delitto, per il quale scopo sarebbe giusto ascoltare solo i dialoghi riguardanti lo stesso, ma anche per permettere alle forze dell'ordine di scovare ed arrestare il malvivente, ed a tal fine informazioni utilissime possono essere fornite anche da colloqui con i familiari!
c) è proprio violando la privacy, intercettando chiamate personali, che il connubio mafia-apparati deviati dello stato ha potuto programmare ed eseguire alcuni tragici attentati (un esempio su tutti la strage di via D'Amelio).
Sono anche dell'idea che un esponente del governo (persona, non dimentichiamocelo, che rappresenta tutti noi) abbia il dovere di esprimere SEMPRE la sua più totale ed inderogabile contrapposizione alla mafia, per qualsiasi motivo, in qualsiasi occasione, con ogni mezzo!
L'affermazione di Daniela Santanchè è un bruttissimo segnale contro la lotta alla mafia perchè allo stesso tempo delegittima tutte le forze dell'ordine che provano a combatterla e rafforza il convincimento dei boss che in questo paese possono fare più o meno quello che vogliono...
Alla luce di ciò, per come la vedo io (ed esprimo un'opinione prettamente personale), i casi sono due: o lei è molto molto ingenua e non si rende conto delle ripercussioni delle sue affermazioni, oppure è in malafede, e, per qualche oscuro motivo, le ha fatte volontariamente. In qualsiasi modo vogliate vederla, si tratta comunque di una dichiarazione gravissima.
A questo punto vorrei dire due parole anche sul più generico argomento "intercettazioni".
Innanzitutto giusto per far capire di cosa stiamo parlando faccio un'importante premessa: non c'è stato 1 solo arresto in questi ultimi decenni (mi riferisco a vicende mafiose, ma il discorso vale per la quasi totalità dei crimini di oggi) che non sia stato possibile grazie alle intercettazioni! Purtroppo non esiste una fonte da esibire, ma chi ha un minimo di cultura sulla lotta alla mafia sa che è così...
In questi ultimi anni (da quando cioè l'ex PM di Catanzaro De Magistris con l'ausilio di Gioacchino Genchi si era messo sulle tracce di quella che alcuni definiscono "la nuova P2") è in atto una campagna di falsità da parte di una grossa fetta del mondo politico nei confronti delle intercettazioni. E' facile immaginarsi il motivo: le intercettazioni fanno paura a chi ha la coscienza sporca! 
E allora ci sentiamo ripetere in continuazione che in Italia vengono intercettate tantissime persone, che si spendono molti più soldi che negli altri paesi e che ci sia bisogno di una svolta per dare un limite all'abuso.
Analizziamo queste tesi...
Dal punto di vista quantitativo ci vengono forniti ad hoc molti dati senza che questi vengano però spiegati:
secondo il Ministero vengono effettuate ogni anno 125.000 intercettazioni, contro per esempio le 1705 negli USA (20000 in Francia, 5500 in Inghilterra, 2700 in Svizzera). Però il Ministero si dimentica di dire un paio di cose abbastanza importanti:
1) 125 000 non sono le persone ascoltate, ma i decreti con i quali i giudici autorizzano la richiesta di intercettare! In questo numero sono compresi i rinnovi dei decreti (la durata di ognuno varia tra i 15 ed i 20 giorni, e poi se l'indagine prosegue va rinnovato). In più bisogna tenere in considerazione che ogni decreto vale per una sola utenza,ma ogni intercettato ha in genere 3\4 utenze  (casa, ufficio, 1o 2 cellulari). Alla luce di questi dati il conto delle persone intercettate risulta essere vicino ai 20.000;
2) I dati forniti, come ho detto prima, riguardano i numeri di decreti emessi dai giudici. Ma a differenza dell'Italia, dove solo la magistratura può decidere di intercettare, in altri paesi lo stesso ruolo può essere svolto da altre agenzie governative che però mantengono segreti i loro dati. Quindi è verosimile che il numero di intercettazioni e di persone ascoltate in altre nazioni sia molto molto molto più alto (per esempio negli USA possono intercettare FBI, CIA, ed esiste "il programma di ascolto di Bush per gli Americani")!
Ed infine, elemento non trascurabile, bisogna anche tenere conto del fatto che in altri paesi non esiste una criminalità organizzata ramificata come in Italia...
E veniamo all'aspetto economico: è sicuramente vero che in Italia si spendono molti, troppi soldi per le intercettazioni (anche se anche in questo caso alcuni dati sono stati taroccati), ma questo dipende dal fatto che le apparecchiature necessarie da noi vengono noleggiate, dovendo pagare dei privati. Vengono pagate a carissimo prezzo al gestore della rete anche le richieste di tabulati e di usufrutto della rete stessa per l'intercettazione. 
Questo è il quadro.
Per la lotta alla mafia le intercettazioni sono VITALI, non possiamo permettere che per proteggere qualche potente venga messo il guinzaglio alle procure!


fonte: osservatorio sulla legalità

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